ETENESH

BeccoGiallo Edizioni (2011)

Volume unico, 144 pagine, scala di grigi.

“La storia di Etenesh, in queste pagine, si fa affresco dell’infamia del nostro mondo che sacrifica all’egoismo dei nostri privilegi le vite di nostri simili che hanno l’unica colpa di essere nati dove sono nati. Questo fumetto sa fondere la crudezza di un reportage con la commozione di una piccola grande storia.”  – dalla prefazione di Moni Ovadia

Etenesh sbarca sulle coste di Lampedusa quasi due anni dopo essere partita da Addis Abeba, in Etiopia. Porta addosso il ricordo di un viaggio infernale, intrapreso nella speranza di un futuro migliore. Ha percorso il Sudan, il deserto del Sahara, è finita nelle mani di trafficanti di uomini e in un carcere in Libia, ha attraversato il mar Mediterraneo in gommone pensando, a ogni metro, che tutto sarebbe stato vano.

“Ci dicevano di salire, noi salivamo, ci dicevano di scendere, noi scendevamo. Sapevamo soltanto di avere paura.”

Nel 2011, con Etenesh vinco il premio come Autore Rivelazione dell’Anno al Treviso Comic book Festival

                    

 

Dall’intervista per Voci Globali, realizzata da Davide Galati:

“Mentre ero seduto al tavolo, con davanti questa piccola ragazza dai lineamenti gentili che riversava tutto il suo dolore dentro il mio registratore acceso, ho pensato per un attimo di non avere la forza né il ‘titolo’ necessari per poter raccontare tutto quanto. Insomma, un ragazzotto milanese, piccolo borghese, come può anche solo permettersi di pensare di poter lucrare su esperienze di questo tipo?

Grazie al cielo, è stato solo un flash passeggero. Una volta finita l’intervista ho sentito la voglia, l’urgenza di dar voce a questa storia, di raccontarla e farla conoscere al più vasto numero di persone possibile. La stessa urgenza che mi ha spinto a proporre il progetto a Becco Giallo.
L’ho sentito subito mio, e durante la costruzione dell’opera pensavo e ripensavo a quelle due ore seduti a quel tavolo, agli occhi di Etenesh che trattenevano a stento le lacrime, alla sua voce rotta da un pianto imminente ma che per fortuna non è mai arrivato, a quelle cicatrici sulle guance. E soprattutto alle sue parole. Erano sempre lì con me, vicino al tavolo da disegno, fino alla fine. Penso che saranno con me per sempre. E ne sono felice.
Questa esperienza mi ha reso più uomo, in molti sensi. Una sensazione splendida.” 

Dalla recensione de L’Altra Pagina, mensile culturale online.

“Con la storia di Etenesh, Paolo Castaldi ha costruito un altro pilastro di quel ponte umanitario mancante fra Africa e Italia ed Europa; un documento storico che non si può ignorare; che la politica non può più ignorare.”